VI CICLO: I progetti della modificazione / interconnessioni dinamiche. Strutture gerarchiche e modelli intelligenti.

 

VERSO UN MODELLO INTELLIGENTE - sedicesima lezione - 14/05/2003

 

MODELLO.VERSO UNA LOGICA DELLA SIMULAZIONE.
Antonino Saggio

L'accellerazione del mondo tecnologico nell'ultimo decennio ha prodotto un numero di novità che sono tante e tali che le loro potenzialità sono difficili da padroneggiare e comprendere. Disponiamo di strumenti che sono in grado di amplificare sostanzialmente il processo di generazione, controllo e verifica delle scelte; non più nell'isolamento del proprio atelier, ma in contatto con l'insieme degli attori che contribusicono alla pianificazione, progettazione e gestione di un edificio. Sono esperienze che è necessario diffondere e analizzare anche al di fuori degli specialisti di informatica al fine di colmare il divario tra quello che è possibile con i computer e quello che la maggioranza dei ricercatori e dei professionisti dell'architettura è concretamente in grado di fare. Comprendere in che direzione muoversi e come applicare concretamente le potenzialità dell'informatica richiede però una volontà di aggiornamento culturale da parte degli addetti ai lavori di architettura.

INTRODUZIONE
Chi si avvicina all'informatica è in genere interessato a ricavarne una serie di vantaggi pratici (la duplicazione e la facilità di manipolazione dei grafici, l'accesso a banche dati, la visualizzazione tridimensionale, la trasmissione via modem e innumerevoli altri). I dati contenuti nella raffigurazione elettronica di un progetto non sono più rigidi (come nei supporti tradizionali) ma sono facilmente modificabili. Mentre questo aspetto è di facile comprensione, più lenta è la consapevolezza che la novità non consiste tanto nella facilità del "cambiamento" quanto nel fatto che le informazioni assumono una connotazione "dinamica": i dati elettronici possono cioè venire manipolati non soltanto nella loro singolarità, ma soprattutto nelle loro relazioni di insieme. Per fare un esempio, cambiare lo spessore di un muro in una appropriata raffigurazione elettronica di un progetto comporta la verifica simultanea sul costo, sui valori termici, sulla penetrazione della luce, sull'immagine interna ed esterna proprio perché il parametro «spessore» può essere legato interattivamente a molti altri.
Gli elaborati che descrivonoun progetto tendono così a essere organizzati in un "modello": in una struttura cioè che (come nelle equazioni matematiche) formalizza delle relazioni tra delle incognite. La verifica dei risultati può essere compiute più e più volte attribuendo dei valori specifici (che poi sono le ipotesi di progetto) alle incognite. Questa potenzialità spinge il progettista a iniziare a padroneggiare, anche nel campo della progettazione, una «Filosofia della simulazione»: ossia a usare il progetto non solo per raffigurare, decidere e descrivere, ma come una struttura che di volta in volta "simuli" il comportamento del sistema edificio.
Le ricadute di questa Filosofia della simulazione struttura il breve percorso che ci ripromettiamo di fare e che, per agilità espositiva, dividiamo nell'area Quantifativa, Semantica e Spazialecostruttiva Mentre delle prime due tratteremo solo per brevi cenni, sull'ultima ci soffermeremo con più attenzione.

1. LE QUANTITÀ E GLI WORKSHEET
L'area quantitativa (originariamente unico appannaggio dei calcolatori) ha avuto un impetuoso impulso con l'invenzione nella seconda metà degli anni Settanta del worksheet(un ambiente in cui è possibile legare con relazioni matematiche anche molto complesse i dati numerici contenuti nelle celle di un tabulato) che permette il costante aggiornamento di tutti i valori al solo variare di un dato. Questa invenzione ha comportato conseguenze in un campo vastissimo di attività: da quello finanziario a quello edilizio. Soprattutto ha rappresentato l'avvento di un modo generalizzato di pensare "What...If" ("Cosa" accade nel mio modello "Se" si varia il costo X o la quantità Z a tutte le parti che sono da essi dipendenti?). Tale potenzialità di simulazione investe il lavoro del progettista nei campi della programmazione, dei calcoli, dei costi benefici e naturalmente nei computi estimativi.
Per fare un esempio, è possibile creare in un worksheet un modello matematico di un edificio da restaurare con una impostazione di costi-benefici. In questo caso si renderanno espliciti (anche in maniera molto schematica) non solo i costi delle possibili operazioni edilizie (come abitualmente viene fatto) ma anche i presumibili benefici, sia dal punto di vista diretto che da quello indotto: è un processo importante perché «relativizza» le opinioni obbligando chi è coinvolto nell'operazione (municipalità, sovrintendenze, progettisti, clienti eccetera) a rendere quantizzabili dei parametri di giudizio.
Un modello di questo tipo diventa uno strumento per orientare le scelte: si potrà vedere, per esempio, che il ripristino di un infisso con un tipo o un altro di profilato ha ricadute sia sul costo stesso sia sui benefici (termico, funzionale, di immagine) perché, appunto, ognuno degli attori coinvolti formalizza un valore alle soluzioni alternative. Quando le scelte sono molte e il bilancio limitato si dovranno fare delle scelte di compromesso sulle singole operazioni al fine di raggiungere la migliore soluzione complessiva, ma una cosa è avere sotto controllo l'insieme interagente e dinamico di tutte le scelte, un'altra vedere ciascuna singolarmente. I1 modello verrà usato più e più volte al fine di trovare la soluzione complessivamente migliore.
Creare un modello come questo è tecnicamente molto semplice (forse solo poche ore di studio) ma le potenzialità solo enormi. Chi scrive lo ha verificato in un'occasione in cui bisognava sondare tre ipotesi alternative (riuso, restauro conservativo, edificio ex novo) per una casa per anziani nel Lazio ma chiunque abbia esperienza concreta può trovare decine e decine di casi di applicazione.
Un worksheetpuro (come Excelô o Lotusô) non contiene informazioni grafiche (che descrivono per esempio una pianta), ma unicamente delle quantità e consente quello di cui abbiamo sopra trattato. Naturalmente un modello elettronico costi-benefici diventa ancora più interessante quando le quantità sono legate direttamente a delle informazioni grafiche. Questa potenzialità consente l'estendersi della simulazione per le strutture, per gli impianti, per la luce, l'acustica eccetera. Sono possibilità legate all'esistenza di programmi specifici (originato dal quel rivoluzionario programma Mac che si chiamava Filevisionô) nel settore dei Geographical information system e che consente di legare grafici e numeri in maniera da immagazzinare molte informazioni (dimensioni, caratteristiche, costi) accedendo di volta in volta agli ambienti o alle parti dell'edificio che li riguardano. Nel caso di Filevisionô le informazioni grafiche e testuali non erano dinamicamente legate le une alle altre (le dimensioni di un ambiente devono essere inserite manualmente) ma una reale interattività è consentita dai quei programmi Caad (Computer aided architestural design)che hanno uno worksheet integrato (ArchiCadô per esempio, ma soprattutto Minicadô oggi Vectorworksô). In questo caso le informazioni grafiche (le dimensioni di un ambiente, per esempio) sono lette e inserite automaticamente in un worksheet che, per esempio, descrive un modello complesso di costi-benefici. A questo punto la logica di simulazione compie, come dovrebbe essere ovvio, un salto decisivo (modificare il grafico si ripercuote nel modello matematico e in tutte le sue interconnessioni).

2. I PARERI E GLI EXPERT-SYSTEM
Veniamo ora, altrettanto brevemente, a parlare della seconda area di simulazione: quella semantica L'idea in questo caso è quella di condensare in un programma l'insieme variegato e complesso di conoscenze e saperi di un professionista "esperto" e quindi di fornire suggerimenti e indicazioni su come risolvere determinate problemi del progetto attraverso l'interrogazione all'expert system. Introdotti nel settore della medicina (da una serie di sintomi, e con domande poste dal programma il calcolatore elettronico elabora una diagnosi e una terapia) questo campo di studio si è orientato successivamente anche verso la progettazione edilizia. Negli ultimi anni vi è stata una evoluzione verso sistemi più flessibili e problematici quali i Design Support Systems che si avvicinano a una filosofia della simulazione. Essi permettono di operare all'interno di scelte complesse di volta in volta diversificate e governate dalle necessità di chi opera attraverso un accumulo di nuove conoscenze.
Ma mentre il caso costi-benefici precedentemente descritto (sia se unicamente sviluppato in un worksheeto in un worksheet dinamicamente legato a un Caad) è facilmente sviluppato da un progettista, un expert system (che richiede lavoro e competenze professionali per la sua efficiente creazione) è semplicemente "usato" in una maniera non molto diversa da quello che si fa parlando con un esperto.
Una linea di sviluppo, consente l'utilizzo di moduli esperti all'interno di un proprio disegno elettronico.

3. AREA SPAZIALE COSTRUTTIVA E STRUTTURE GERARCHICHE
Ma veniamo ora all'area centrale di questo intervento che abbiamo chiamata Spaziale costruttiva. Su di essa bisogna dilungarsi di più data la rilevanza che assume per lo sviluppo di progetto e anche perché, una volta comprese le potenzialità, il suo utilizzo nella prassi di documentazione, analisi critica e sviluppo di un progetto può essere immediata.
Ci interessa porre l'attenzione in particolare sulle cosiddette "Strutture Gerarchiche" (SG) che, mutuate dai programmi che operavano solo su costosi calcolatori, oggi caratterizzano molti programmi Caad anche a livello di personal computer (come AutoCadôin particolare in Architectural Desktopô, ma anche VectorWorksô o Stratavisionô)
Le strutture gerarchiche sono importanti perché esse consentono di avere delle relazione dinamiche tra i dati che descrivono su tre dimensioni un progetto. La possibilità della simulazione in questi ambienti affronta di conseguenza l'organizzazione spaziale e costruttiva, funzionale e formale (e non solamente quantitativa o semantica) del progetto.

3.1 I1 meccanismo della struttura gerarchica
L'uso delle strutture gerarchiche, richiede la rappresentazione di un progetto scomponendolo nelle sue parti. La prima nozione che bisogna avere presente quando si lavora in questo ambiente è la differenza tra primitive (primitivo), instance (esempio), object (oggetto) e class (classe). I primitivi non sono altro che volumi che sono "normalmente" creati in un Caad e corrispondono, in un ambiente non gerarchizzato, all'intero modello. Immaginiamo invece che, in una struttura gerarchica, un primitivo sia un prisma che denominiamo «pilastro», un secondo primitivo una «lastra di vetro», un terzo un «pannello di marmo», e cosi via per il profilato di un infisso, l'elemento solaio o copertura. Ogni primitivo viene modellato in un proprio ambiente distinto dagli altri e può avere attribuito un nome convenzionale. L'aspetto fondamentale di un sistema gerarchico è che i primitivi possono essere combinati l'uno con l'altro per determinare appunto degli «oggetti». Ricorrendo al caso più semplice il primitivo «vetro» e il primitivo «profilato» quando sono inseriti nell'oggetto «finestra» diventano delle instance e cioè degli esempi, dei simboli, delle ricorrenze del primitivo. Mentre le instance possono essere duplicate e parametricamente manipolate, le modifiche delle loro proprietà geometriche, come l'aggiunta di un volume o il cambiamento da un parallelepipedo in una cilindro possono avvenire solo al livello del primitivo. Non solo, quando l'oggetto finestra è a sua volta inserito nell'oggetto "primo piano" (corrispondente ad un livello gerarchico più alto e quindi a una "classe" diversa) esso sarà trattato a sua volta come instance e le reciproche relazioni spaziali tra profilato e vetro potranno essere manipolate solo al livello della loro prima combinazione. Questa, che appare a prima vista una limitazione, nasconde la forza innovativa delle strutture gerarchiche.

3.2 Strutture gerarchiche nell 'analisi e nella documentazione
È bene considerare con più attenzione due aspetti. Innanzitutto, che qualunque oggetto della struttura gerarchica può essere visto (in qualunque prospettiva) autonomamente dagli altri; secondariamente che qualunque oggetto può essere mostrato o nascosto.
Questa potenzialità apre la strada a numerose viste tematiche di carattere critico o didattico. I1 modello può essere infatti disassemblato in accordo con la struttura gerarchica con cui è stato creato. Le operazioni di rimontaggio analitico consentono non solo dei disegni tematici, ma anche la creazione di animazioni che esemplificano alcuni nessi formali, strutturali o funzionali del progetto.
È necessario dunque che chi crea un modello in SG abbia sviluppato una tesi interpretativa sul progetto perché la struttura gerarchica e la chiave interpretativa coincidono nel medesimo modello elettronico.
Questo approccio è stato sviluppato nel corso «Giuseppe Terragni Architecture. A Formal Analysis Using Caad» (offerto da chi scrive all'interno della Istituto di Caad del Politecnico di Zurigo diretto da Gerhard Schmitt e poi parzialmente rifluiti nel mio volume Giuseppe Terragni Vita e Opere per Laterza del 1995) incentrato sulle ricostruzioni e analisi critiche dei progetti non realizzati dal più importante tra gli architetti italiani razionalisti. Questo corso ha mostrato le potenzialità dei computer e dell'SG in particolare, nel campo della documentazione e dell'analisi dell'architettura.
In tutti i casi al livello gerarchico più basso vi sono i primitivi che rappresentano i diversi materiali. La vera analisi del progetto avviene nell'articolazione gerarchica di oggetti dal livello più basso dei primitivi al più alto dell'intero edificio. Per esempio nel caso del Danteum l'organizzazione gerarchica del modello è basata sulla distinzione tra i vari ambienti (Inferno, Purgatorio, Paradiso eccetera) e ha più di ottanta oggetti complessivi. Naturalmente questi oggetti appartengono a «classi» diverse quali appunti i primitivi, le aggregazioni elementari, le aggregazioni complesse, i singoli ambienti, l'intero modello.
Nel caso del progetto di Concorso per il Palazzo dei Congressi all'E'42 l'organizzazione del modello non è funzionale, ma segue un principio formale. E basata sulla tensione formale tra struttura a telaio e volumi. Queste due componenti vivono l'una dentro l'altra nel progetto finale, ma possono essere separate per esprimere la distinzione tra contenitore e contenuto che è uno dei motivi favoriti di Terragni.

3.3 Strutture gerarchiche per la Simulazione e la progettazione.
Se l'utilizzo delle strutture gerarchiche nel caso di un corso universitario è mirata soprattutto alla interpretazione critica, non deve sfuggire il fatto che esse hanno un profondo impatto anche per chi si trova a operare concretamente nei casi di progettazione o di restauro. La ricostruzione di un edificio con un Caad organizzato gerarchicamente consente infatti due attività di grande importanza.
Prendiamo il cambio di spessore di un infisso da realizzare nel caso di un restauro. In questo caso l'operazione non viene compiuta modificando manualmente (se pur in ambiente elettronico) le centinaia di finestre presenti nel modello, ma una sola volta corrispondente appunto al livello del primitivo «profilato» (per cui, data la facilità dell'operazione, l'operazione può essere fatta più volte sondando opzioni diverse).
Dato che le informazioni grafiche sullo spessore dell'infisso possono essere lette direttamente (e dinamicamente) in uno worksheetócome nel caso di vectorworksôópossiamo verificare anche il variare corrispondente di tutti i costi (o di qualunque altra relazione prevista).
Il secondo aspetto importante riguarda l'area della simulazione realistica. Un modello tridimensionale può infatti fornire delle immagini con una qualità di definizione vicinissima alla realtà attraverso sofisticati effetti di ombra, rifrazione, assorbimento della luce dei diversi materiali.
Attraverso l' instantiation quindi (e cioè la propagazione automatica delle modifiche applicate a un primitivo) è possibile avere più viste alternative di uno stesso ambiente cambiando di volta in volta i parametri. Si possono verificare così diversi colori di tinteggiatura, la grana dell'intonaco, il grado di trasparenza del vetro eccetera. È possibile dunque verificare insieme al cliente e agli altri partecipanti preposti al restauro l'effetto di una soluzione progettuale rispetto a un'altra, nell'insieme delle sue componenti visuali e quantitative.

4. UN MODELLO INTELLIGENTE.
A questo punto dovrebbe essere chiaro perché un modello realizzato con una Struttura gerarchica è un prodotto completamente diverso sia da quelli tradizionali sia da altri prodotti elettronici. Dal punto di vista dell'analisi, della documentazione e della ricostruzione esso incapsula al suo interno una serie di conoscenze e di interpretazioni che ne hanno guidato la costruzione, ma dal punto di vista operativo e progettuale un modello costruito gerarchicamente consente di avvicinarsi sensibilmente ó e in fondo molto semplicementeóa quella logica di simulazione che abbiamo descritto in apertura.
La struttura gerarchica crea un "Modello Vivo"óinconcepibile con strumenti tradizionalióche permette simultaneamente quattro attività fondamentali per la ricerca di architettura: 1. l'analisi e la simulazione realistica (incluso il movimento all'interno del progetto ricostruito) anche alla modesta scala di un personal computer; 2. l'analisi critica (ma anche le documentazione delle fasi e alternative di progetto) attraverso il ricorso alle potenzialità del mostra e nascondi e all'accesso dei singoli oggetti della struttura gerarchica. 3. la modif1ca degli elementi del progetto non solo nel loro impatto visuale ma anche nelle loro conseguenze quantitative. 4. la simulazione e le ipotesi alternative di restauro sui materiali (attraverso la propagazione automatica nel modello delle modifiche apportate ai primitivi). Queste quattro caratteristiche coesistono in un unico prodotto che diventa un vero modello intelligente, almeno quanto lo è la capacità di capire e di esplicitare le scelte architettoniche dell'individuo che lo ha costruito.
Un progetto rappresentato in un Caad a questo punto diventa non solo completamente diverso da un plastico tradizionale (dato che la visualizzazione tridimensionale è solo una, e in fondo relativamente trascurabile, componente) per essere appunto un "modello" (non economico, econometrico, fisico o matematico, ma "architettonico"): consente di avere una struttura dinamica e aperta per la simulazione di un reale che nel nostro caso è una possibilità da inseguire e progettare. L'informatica, ben diversamente da scienza per delegare a una macchina le scelte che solo un ampio numero di protagonisti è legittimato a fare, si inserisce in quell'aspirazione alla qualità, al non adeguamento a un requisito prefissato, all'effettiva ricerca di un possibile che dovrebbe essere un aspetto fondativo della progettazione contemporanea e diventa uno strumento nello sforzo di adeguamento verso la socializzazione, la formalizzazione, la previsione e l'esplicitazione delle scelte.

Antonino Saggio

indietro